Mamaluna Soul Beach
Dove il mare riposa l’anima
C’era una volta una lingua di sabbia poco prima dell’ingresso a Mola di Bari, distesa in maniera abbastanza sorprendente tra le rocce tipiche di quel tratto. Qui, dove la costa ha le sembianze di un paesaggio lunare, tra grandi pietre, cavità e superfici scavate dal tempo, il mare si è scavato una culla, per riposare sotto lo sguardo amorevole della madre terra. Incastonato in questo abbraccio della natura c’è Mamaluna Soul Beach, il lido dove non solo il mare, ma anche uomini, donne, bambini e bambine possono concedere un po’ di riposo alla loro anima.
Mamaluna nasce nel 2020 dal sogno condiviso di un gruppo di amici, uniti dall’idea di non occupare la baia, ma di cercare una convivenza possibile con gli elementi naturali che abitano la terra prima dell’uomo. La visione, fin dall’inizio, è quella di entrare nel paesaggio senza dominarlo, facendosi spazio tra la roccia, il vento, il verde, la sabbia e il mare, con la consapevolezza che un luogo così non ha bisogno di essere trasformato, ma ascoltato. Per questo tutto il progetto strutturale di Mamaluna si ispira ai principi della bioclimatica e della bioedilizia, con l’obiettivo di creare uno spazio capace di dialogare con la luce, con l’ombra, con l’aria e con il ritmo naturale della costa.
Punto imprescindibile di questa visione è l’accessibilità totale, senza barriere architettoniche. Perché il diritto alla natura, al mare, alla bellezza e al riposo deve essere per tutti; altrimenti non è un diritto, ma soltanto un privilegio. E un privilegio, anche quando ha vista mare, resta pur sempre una cosa abbastanza antipatica.
L’aspetto più immediatamente percepibile di questo progetto è la riqualificazione paesaggistica, che privilegia una prospettiva senza soluzione di continuità, accompagnando gradualmente lo sguardo e il corpo verso il mare. Attraversando un primo spazio dedicato all’accoglienza, tra quadri e installazioni artistiche, si accede a un incantevole patio in legno che, come un grande albero, accoglie il ristoro nel senso più ampio del termine: il riposo, certo, ma anche la cucina, la sosta, il tempo condiviso. Qui il ristorante, accompagnato dal bar, propone una cucina informale fatta di ingredienti biologici e locali, serviti con stoviglie compostabili, mentre la raccolta differenziata diventa un gesto quotidiano di riconoscenza verso la natura.
Proseguendo, si trova il solarium ricoperto da un prato smeraldo, dove lettini e sdraio dal gusto vintage disegnano un modo più morbido di stare al sole. Gli ombrelloni di paglia punteggiano la vista come un campo coltivato a mestiere; le fioriere imbiancate di calce scandiscono il percorso; le passerelle e i muretti accompagnano il passo; le zone d’ombra raccolte sotto le tamerici offrono una tregua fresca e salmastra. La luce arriva filtrata dalle loro chiome leggere, si muove tra i rami, si posa sull’erba e accompagna lo sguardo verso il mare, che resta sul fondo come una promessa vicina.
In questo percorso, gli elementi naturali non sono decorazioni, ma presenze vive da custodire. L’esempio più evidente è il sistema di raccolta dell’acqua delle docce, che viene recuperata e riutilizzata per innaffiare il prato: un gesto quotidiano di igiene si trasforma così in un gesto di cura e nutrimento per la terra. Nulla, in un ecosistema, dovrebbe essere pensato come semplice scarto; e Mamaluna prova a ricordarlo anche nei dettagli più semplici, quelli che spesso fanno la differenza tra una sostenibilità raccontata e una sostenibilità praticata.
Superati i muretti a secco, il percorso arriva finalmente alla spiaggia, piccolo diamante incastonato dentro questa corona naturale fatta di verde, pietra, vento e mare. Qui Mamaluna si apre nella sua forma più libera: la sabbia naturale accoglie il corpo senza mediazioni, mentre il mare smette di essere soltanto orizzonte e diventa esperienza da attraversare. Sulla spiaggia si trova anche una base mare pensata in coerenza con lo spirito del luogo: il mare non si guarda soltanto, si percorre lentamente, anche in sup, magari al tramonto, quando la luce si abbassa e ogni gesto sembra farsi più morbido.
Ma questa è solo una delle attività proposte da Mamaluna per ritrovare una connessione con la natura e con se stessi: dalle lezioni di yoga all’aperto, che riportano il corpo al respiro, alla lentezza, al contatto con la terra e con l’aria, al mercatino, pensato come occasione per regalarsi un pensiero; dagli spazi dedicati ai massaggi, che aprono una dimensione più intima di cura, fino alle attività per bambini, che permettono anche ai genitori di staccare davvero, in totale serenità. Qui il benessere non è inteso come posa estetica, ma come possibilità concreta di rientrare in relazione: con il corpo, con gli altri, con il paesaggio, con il tempo.
È forse in questa pluralità di esperienze che Mamaluna restituisce il suo senso più profondo: la libertà. Non una libertà rumorosa, scomposta, confusa con l’assenza di limiti, che di solito è il modo più veloce con cui gli esseri umani riescono a rovinare un posto bellissimo. Piuttosto una libertà gentile, fatta di possibilità diverse di abitare lo stesso luogo: riposare all’ombra, attraversare il mare, camminare scalzi sulla sabbia, fermarsi a mangiare, ascoltare musica, fare yoga, guardare un film sotto il cielo, lasciare che i bambini giochino, restare fino a sera. Mamaluna non impone un solo modo di vivere il mare, ma apre spazi, soglie, tempi e movimenti.
Accanto alla dimensione del benessere, Mamaluna custodisce una vocazione culturale e notturna sempre più forte. Quando il giorno si ritira e i lettini si chiudono, la baia celebra la notte accendendo la festa: musica, intrattenimento, performance, cinema all’aperto, incontri e linguaggi diversi trasformano il mare in uno spazio di relazione, ascolto e libertà. La natura, che durante il giorno accoglie il riposo, di sera diventa scenografia viva di una comunità temporanea, fatta di corpi, suoni, immagini e presenze che si incontrano sotto il cielo.
La musica occupa uno spazio centrale, con dj set e live che negli anni hanno portato a Mamaluna artisti locali e internazionali, trasformando il lido in uno spazio sicuro per la rappresentazione e l’espressione di sé. Ma la cultura qui attraversa linguaggi diversi: il cinema all’aperto, le proiezioni sull’acqua, gli appuntamenti dedicati all’arte, la stand-up comedy, i talk e gli incontri con realtà contemporanee del territorio. È in questa traiettoria che si inseriscono anche eventi come quelli con Maestrale Magazine, insieme ad artiste come Licia Lanera e realtà storiche come Puglia Tribe. Il mare, così, non resta un fondale decorativo, ma diventa spazio di visione, parola, ascolto e comunità.
È in questa energia che si inseriscono anche i progetti futuri di Mamaluna. La festa si estende e diventa festa dell’amore, aprendo alla possibilità di vivere matrimoni ed eventi privati in una forma più libera, naturale e contemporanea. Il prato, la spiaggia, la luce e il mare accompagnano il rito, la cena, la musica, senza separare i momenti ma lasciandoli scorrere nello stesso paesaggio. Gli allestimenti non devono forzare il luogo, ma dialogare con ciò che esiste già; il tempo non viene spezzato in passaggi rigidi, ma si dilata, resta vicino, fluido, vivo.
Allo stesso modo, eventi aziendali, gruppi e team possono trovare qui una dimensione diversa di incontro, meno formale e più aperta, capace di unire lavoro, relazione e rigenerazione. Le attività, la cucina, l’intrattenimento, la logistica e la gestione organizzativa possono diventare parti di un unico racconto, costruito intorno alle persone e al luogo. Anche il glamping, tra i progetti futuri, nasce come prosecuzione naturale di questa libertà: non andare via quando tutto finisce, ma restare ancora, dormire vicino alla natura, svegliarsi sul mare e portare con sé la sensazione che, almeno per una notte, tutte le good vibes dell’universo abbiano trovato casa proprio lì.
Mamaluna è questo: una baia naturale che non si limita ad accogliere, ma invita a scegliere ogni volta un modo diverso di stare. Nel corpo e nel paesaggio, nel riposo e nella festa, nella cura e nella cultura, nel giorno che rallenta e nella notte che si accende. Un luogo in cui il mare riposa l’anima, ma anche l’anima, finalmente, può ricordarsi come si fa a respirare.


