Il Bp Lab è il porto dei sapori
Tra cocktail visionari e sapori migranti, il BP Lab è il cuore sperimentale del buon vivere barese.
C’è una geografia segreta che attraversa Bari, un’arteria invisibile che connette le periferie ai nuovi centri di creatività urbana. Bar Project nasce così, tra i capannoni rivitalizzati del quartiere Iapigia, con l’idea sotterranea ma precisa che anche il buon bere e il buon mangiare potessero essere pratiche culturali, oltre che piaceri quotidiani. È qui che Claudio Lepore, imprenditore e formatore, ha seminato la sua visione più di quindici anni fa: creare un ecosistema del gusto che unisse formazione, artigianato, accoglienza e cultura.
Oggi quel seme è diventato una realtà solida e pulsante, che nel lato del Madonnella che respira direttamente sulla spiaggia di Pane e Pomodoro ha trovato il suo punto di approdo. Si chiama BP Lab, ed è la sintesi di un percorso fatto di ricerca, contaminazioni e persone. Il laboratorio è il braccio creativo di Bar Project, dove ogni settimana, dal giovedì alla domenica, si mescolano cocktail, sapori internazionali, musica dal vivo e installazioni visive. Un’agorà contemporanea, dove il gusto incontra l’arte e la convivialità si fa esperienza.
Il progetto Ethnic Lab per una cucina etnica a Bari
Al BP Lab la cucina è affidata a Ana Estrela, cuoca e presidente dell’associazione Origens. Il suo progetto Ethnic Cook ha trovato qui una dimora stabile: uno spazio di contaminazione culturale, dove la cucina diventa linguaggio, gesto di accoglienza, canto e meditazione. La sua è una cucina che ha vissuto molte vite, che non teme le differenze, e anzi le celebra in ogni piatto.
Il menù degustazione di Ethnic Lab propone un viaggio tra tradizioni gastronomiche lontane, cucite insieme dalla mano esperta di Ana. Si parte con la Samosa, triangolino di pasta fillo ripieno di verdure, croccante e speziato, per poi incontrare l’Hummus, vellutata di ceci e tahina, che parla con voce araba e accenti mediterranei.
Si attraversa l’Asia con il Gaeng Gai Kati, pollo al latte di cocco e curry servito con riso basmati, piatto che scalda come un abbraccio. Dalla Libia arriva il Tajun Jubhen, una preparazione al forno a base di formaggio e verdure, dove si riconosce il comfort food dei climi caldi.
Poi si vola in Brasile con la Coxinha, polpetta di pasta choux ripiena di pollo, modellata come un piccolo cosciotto, e si chiude con Alloco, snack ivoriano di platano maturo fritto, dolce e salato insieme, perfetto per accompagnare un sorso e una chiacchiera.


Molto più di un bar mixology a Bari
La carta dei drink nasce dalla volontà di superare i confini tradizionali, spaziando tra mondo sparkling, wine e beer, con una profonda attenzione alla qualità degli ingredienti. I distillati incontrano fermentati, superfood e componenti nutraceutiche. Non si tratta solo di alcol: si tratta di un’esperienza sensoriale che può anche far bene. I cocktail low alcohol, alcolici e no alcohol sono progettati per dialogare con il cibo, diventando parte integrante di una sperimentazione continua.
Tra le proposte più evocative, Chega de Saudade, ispirato a quella che è considerata la prima canzone della bossa nova, profuma di nostalgia brasiliana ed è abbinato ai sapori speziati e caldi del Sudamerica. Thai Sour regala note fresche e pungenti con un twist tailandese che bilancia acidità e dolcezza. Aztec Soup è un omaggio al Messico, con un blend ricco e avvolgente. Infine Prime Vera, cocktail che celebra l’arrivo della primavera, porta un’esplosione verde nel bicchiere con il suo equilibrio delicato tra erbaceo e fruttato.


Formazione come pratica culturale
Ma Bar Project non è solo consumo consapevole: è soprattutto formazione. Con oltre quindici anni di attività, la scuola ha formato centinaia di professionisti nei settori cucina, bar, sala e hospitality, creando una generazione nuova di operatori del mondo horeca, più attenti, più preparati, più consapevoli.
Workshop, masterclass, cocktail experience, laboratori: il sapere viene trasmesso come esperienza, anche ai turisti che vogliono scoprire i gusti del Mediterraneo con chi li conosce bene. I percorsi sono su misura, guidati da professionisti che parlano le lingue del mondo e insegnano con passione le tecniche del buon fare.
In un mondo che corre veloce, Bar Project resiste. Lo fa cucinando, insegnando, mescolando, ascoltando. E creando ogni giorno uno spazio in cui le cose buone si fanno, si imparano, si gustano. Lentamente, insieme.



